La città

La città conserva un cuore antico di struggente bellezza, a dispetto delle molte profanazioni avvenute in tempi lontani e recenti. Un cuore che merita di essere scoperto, così com’è,  vero e autentico: Aggrappato faticosamente alla collina, la sua bellezza è tutta nel fascino silenzioso dei vecchi muri, delle stradine scoscese, nei viottoli dimenticati che sembrano appartenere ad altre epoche, nelle case che nulla hanno di pregevole se non la dignità composta della loro storia, del loro vissuto, nei relitti un po’ enigmatici di fortificazioni e baluardi di cui si è smarrita la memoria ed il significato. Oppure nelle chiese barocche, testimoni puntuali di una dignità urbana e civile che ha connotato la Canelli del passato, sempre orgogliosa di non essere mai completamente città e nemmeno irrimediabilmente paese, sempre conscia dei suo limiti e sempre determinata a trasformarli in virtù.

E poi giri l’angolo, alzi lo sguardo, e c’è la vigna, ci sono le colline, c’è l’odore della terra, della campagna che si compenetra e si amalgama allo spazio urbano.

C’è un paesaggio agrario tra i più antichi e belli del Nord Italia, frutto di una permanenza secolare e caparbia di molte generazioni contadine, che per secoli, forse millenni, si sono consumate sulle medesime vigne, sugli stessi poderi dai confini immutabili.