Cattedrali sotterranee

SContrattootto l’abitato della cittadina spumantiera, le cantine storiche, scavate nella roccia e nel tufo fra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, si estendono, per chilometri e chilometri. In esse le bottiglie di vino riposano nelle pupitre per diversi mesi.

I tunnel, simili a quelli ferroviari (alle Cantine Contratto il soprannome di “galleria del Sempione”), si snodano, in certi casi, su più piani, formando un vero e proprio reticolato.

GGanciarazie a particolari condizioni di temperatura e umidità costanti e al buio, ancora oggi, come un tempo, vi si affinano vini e spumanti pregiati.

Si tratta di chilometri di tunnel e gallerie scavati, direttamente nel tufo delle colline tra il XVI ed il XIX secolo. Solo in questi spazi, i cui silenzi richiamano appunto l’atmosfera che si può trovare in antiche cattedrali, con la protezione di una terra millenaria, si potevano trovare giusta temperatura e umidità costante ideali per affinare vini e spumanti pregiati che ancora oggi qui maturano in attesa di conquistare le tavole di tutto il mondo.
Da qui è partito il progetto che ha contribuito al riconoscimento dei Paesaggi Vitivinicoli PIemontesi quale 50° sito Unesco in Italia eletto a Patrimonio dell’Umanità. Un riconoscimento che ha identificato l’unicità del rapporto secolare tra vitivinicoltura ed industria vinicola, che ha integrato natura e lavoro dell’uomo.

Le quattro Cattedrali Sotterranee attualmente visitabili sono le cantine storiche di altrettante blasonate Case vinicole: Bosca, Contratto, Coppo e Gancia,  le quali aprono ai visitatori le proprie cantine in occasione delle principali manifestazioni canellesi:

– 3° fine settimana di giugno Rievocazione storica “L’Assedio di Canelli anno 1613”
– 4° fine settimana di settembre Canelli, la città del vino
– 2° domenica di novembre Fiera regionale del tartufo

In altre occasioni, visite guidate e degustazioni, sono possibili contattando direttamente le Cantine o l’Enoteca regionale di Canelli e dell’Astesana con almeno due giorni di preavviso.

Cantine Bosca via G. B. Giuliani, 23 tel. +39 335 799 68 11 www.bosca.it  cantine@bosca.it

Cantine Contratto srl via G. B. Giuliani, 56tel. +39 0141 823349 www.contratto.it  info@contratto.it

Cantine Coppo via Alba, 68 tel. +39 0141 823146www.coppo.it  visit@coppo.it

Cantine Gancia Corso Libertà, 66tel. +39 0141 8301www.gancia.it  info@gancia.it

Enoteca Regionale di Canelli e dell’Astesana via G. B. Giuliani, 29tel. +39 0141 822640 – 820280 www.enotecaregionaledicanelli.it  info@enotecaregionaledicanelli.it

E’ proprio nelle Cantine Storiche Gancia che, nel 1850, il fondatore Carlo Gancia riuscì a produrre il primo spumante italiano con il Metodo Champenois, oggi denominato Tradizionale Classico.

E, fino a qualche anno fa, sotto le volte centenarie in mattoni, i maestri cantinieri ripetevano antichi riti enologici come il rémuage, ossia la rotazione, a mano, delle bottiglie di spumante per favorire la maturazione del vino e l’eliminazione dei sedimenti.

RiccadonnaLe “cattedrali sotterranee”, come sono state soprannominate per la loro imponente bellezza e solennità, sono dei veri e propri capolavori di architettura industriale. Per questo sono utilizzate per ospitare mostre artistiche (anche permanenti, come quella, in Casa Bosca, del grande Paolo Spinoglio, scomparso recentemente), incontri, eventi enogastronomici (famose Le Grandi Tavole del Mondo in Casa Contratto) e culturali. E sono sempre più numerosi i turisti, italiani e stranieri, e i giornalisti che vengono a visitarle.

Ed è in un locale delle Cantine Storiche Gancia, adibito a museo, che vengono conservate diverse tipologie di bottiglie, strumenti legati alla produzione enologica e documenti, tra i quali gli attestati del Re e dello Stato Pontificio riforniti da Casa Gancia.

Il ruolo delle Cantine Storiche canellesi

Canelli e altri centri storici dell’enologia di questo territorio hanno elaborato tra il diciottesimo e il ventesimo secolo una tipologia architettonica di cantina, specifica per questo ambito viticolo, finalizzato alla spumantizzazione e alla produzione di vini rossi invecchiati; ne consegue la disponibilità sul territorio citato di un grandioso patrimonio architettonico, unico e tuttora efficiente, fondato su specifiche competenze costruttive idonee a fornire alle cantine storiche le stesse condizioni ambientali che altrove si acquisiscono con impianti di costosa tecnologia.
Sul territorio di Canelli, nel corso del XIX° secolo nacquero decine di piccole industrie che si occupavano esclusivamente della produzione vinicola, lasciando la coltivazione della vite in mano agli agricoltori. Il culmine di questo particolare fenomeno si è manifestato agli inizi del Novecento quando si contavano più di cinquanta aziende imbottigliatrici, che esportavano i propri vini in tutto il mondo. Questo fiorire di industrie, da prima legate al fenomeno “vermouth” e poi a quello “spumantiero”, ha comportato un’enorme richiesta di materia prima determinando quindi la modifica dell’architettura del paesaggio.