Come avventurarsi nella città assediata

 

Prima di "avventurarsi" nella città assediata è necessario conoscere le regole per evitare il peggio: di essere messi alla gogna o di finire nel gabbione come un ladro o di essere sottoposti alla tortura della capra che ‘sberlecca’.

Mai senza tilettoTILETTO

E' il lasciapassare che viene rilasciato e vidimato dalle autorità militari in una delle tre postazioni militari della città: presso la porta principale "del Borgo", quella di "Pozzolo" nel piazzale San Leonardo. Il visitatore forestiero dovrà portarlo sempre con sé per dimostrare di non essere un nemico.

Le guardie potranno esigere in qualunque momento di esibirlo. Chi ne fosse sprovvisto rischia infatti l'arresto, ma anche la berlina o la gogna.

L’uso del "voi"

Militari, frati, contadini, osti, briganti: sono più di 2500 i personaggi in costume che animano la città. Tutti, in ossequio alle regole seicentesche, si rivolgeranno al visitatore dandogli del "Voi". I turisti, pertanto, dovranno rispondere a tono.

"Bulletta della sanità"

Nell’ospedale militare da campo un'apposita compagnia di sanità effettua un controllo sanitario sulle persone che partecipano alla rievocazione. Al termine viene rilasciata la "Bulletta della Sanità" che il turista deve portare con sé durante tutta la manifestazione, per evitare il marchio di appestato.

Al banco del cambio

Nella città assediata c’è anche il banco del cambio, dove è possibile cambiare il denaro attuale con le monete dell’Assedio coniate su modello originale dell'epoca: il "due fiorini" in argento, il soldo da quattro denari in argento e in bronzo e il "testone" in oro.

Sicurezza e ordine pubblico

In una città assediata l'autorità principale è quella militare. Suoi compiti principali: individuare le spie nemiche, difendere la città e i suoi abitanti. Chi fosse "assalito" da briganti e malfattori, può rivolgersi pertanto all'autorità militare (che fornisce, inoltre, anche informazioni turistiche!).

Piatti e vini ‘storici’

Osterie e taverne sono disseminate per tutta la città. Nei giorni dell'assedio serviranno gustosi piatti seicenteschi, preparati con ingredienti reperibili all’epoca e secondo ricette rigorosamente in uso, accompagnati da vini prelibati. Gli amanti del buon bere potranno degustare a volontà del buon Moscato o della Barbera o del Dolcetto, nella "via dei vinattieri".

Le note musicali dell'Assedio

Sono il frutto del paziente lavoro del maestro Mauro Panattoni, che le ha appositamente composte seguendo i dettami compositivi barocchi. Queste musiche rappresentano il filo conduttore dell'Assedio e per tutto l'arco della manifestazione, saranno diffuse nella città fortificata a segnarne i momenti salienti.

Il gioco della carra

Nel pomeriggio di domenica, per celebrare la vittoria, avrà luogo in piazza Gancia la "disfida della carra". Il gioco prende il nome dall’unità di misura maggiormente usata, in Piemonte, nel Seicento, nel commercio del vino. Su un carro, costruito dai "mastri falegnami" canellesi guidati da "frà" Aldo del Convento degli Agostiniani Scalzi, viene posta una grande botte, che poteva contenere sino a dieci-dodici brente attuali (circa 500-600 litri), piena di vino, che andrà in premio alla squadra vincitrice. Alle due estremità del carro è montata una sorta di "timone" in legno, che sporge per oltre due metri, lungo il quale sono fissati quattro pioli. Due squadre, composte da otto elementi, si piazzano tra i pioli dei due "timoni" e devono spingere la "carra". Vince chi riesce a ricacciare l'avversario oltre il limite prestabilito.

Al Convento di S. Agostino...

Anche Canelli aveva il proprio convento di frati, che vestivano il saio degli Agostiniani.

Il convento era situato appena entro le mura e le celle sotterranee dell'antico convento. In occasione dell'Assedio, il convento trova posto nella chiesa di S. Rocco, nel borgo di Villanuova: Gioiello del più classico barocco piemontese, S. Rocco sorge sulle ceneri di un antichissimo luogo di culto le cui origini risalgono a prima del 1600.

I frati che, in tempo di pace, si occupano soprattutto dell’istruzione del popolo, hanno il compito, durante l'Assedio, di ristorare i pellegrini, i viandanti, le truppe con i prodotti del loro orto. Si prodigano anche per la pace tra i contendenti.

... per un piatto di "pietosa"

E’ il nome della minestra offerta dai frati del convento di Sant'Agostino a tutti i "poveri" viandanti che non riescono a rifocillarsi nelle osterie e taverne. Capita d’incontrarne lungo la Sternia, l’antica strada acciottolata che porta al convento, dove alcuni artigiani sono intenti nei loro antichi mestieri.

Alle "cattedrali sotterranee"

Il sottosuolo di Canelli è attraversato da imponenti gallerie d’incredibile bellezza (la più grandiosa è quella della Contratto, detta del Sempione), meglio note come "cattedrali sotterranee", dove invecchiano i più prelibati vini canellesi.

Il visitatore potrà approfittare dell'apertura delle cantine in concomitanza con la rievocazione storica.

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