Canelli antico borgo seicentesco

 

Un tuffo nel passato in un'atmosfera surreale di un antico borgo seicentesco, tra colpi di colubrina, scaramucce di soldati vinti dalla stanchezza, ladruncoli che approfittano della confusione per razziare osti e mercanti. Ma, girato l'angolo, c'è l'antico mercato del Seicento, i mestieri dimenticati, gli artigiani intenti a fabbricare i loro arnesi di lavoro, i giullari che stemperano la tensione nell'atmosfera dei loro riti.

E, su tutto, emerge lo spaccato di vita di questo lembo del Piemonte di quattro secoli fa; usi, costumi, tradizioni che trovano riscontro nel ritmo frenetico, eppur ancora "umano", di una città alle soglie del 2000.

L'Assedio di Canelli, imponente rievocazione storica che si svolge nella patria del Moscato il terzo fine settimana di giugno,  racchiude in un'unica formula storia, cultura, folklore, ricerca delle tradizioni, rappresentando lo spirito dei canellesi, legati alla propria terra ma anche "figli del mondo", come i loro preziosi vini.

L'Assedio di Canelli ha raggiunto nel volgere di dieci anni successi e traguardi di valore assoluto, che lo pongono tra le rievocazioni storiche più importanti, e singolari, della penisola. Un interesse che, grazie al supporto del Gruppo Storico Militare che prende il nome dall'omonima manifestazione, ha valicato i confini nazionali, suscitando interesse anche all'estero.

All'Assedio di Canelli partecipano gruppi storici italiani e stranieri. Un respiro internazionale per la manifestazione che, grazie all'inserimento nel circuito Internet, ha suscitato interesse anche negli Stati Uniti.

La rievocazione storica della "Capitale dello Spumante" (proprio qui, nel 1850, Carlo Gancia inventò e fabbricò il primo spumante classico italiano ed ancora oggi Canelli, con oltre 250 milioni di bottiglie l'anno, è il maggior produttore italiano) coinvolge ogni anno moltissimi turisti.

I figuranti in costume rigorosamente seicentesco sono circa 2500, disseminati in tutto il centro storico della città trasformato, per l'occasione, in borgo seicentesco.

Le osterie, otto come erano il 28 di giugno del 1613 quando le truppe del Duca di Nevers assediarono Canelli sperando di conquistarla con il minimo sforzo, e le numerose "taverne" offrono al turista piatti, gusti e sapori d'altri tempi. La gastronomia, legata alla grande tradizione enologica, è uno dei punti di forza dell'Assedio: piatti riscoperti, ingredienti riportati alla luce, manicaretti cucinati in foggia seicentesca hanno conquistato, in pochi anni, anche i palati più esigenti. E poi il vino, versato in grande quantità, quale "unica e primaria ricchezza di questi luoghi" come cita lo storico ed enogastronomo Gianluigi Bera.

Per chi vuole lasciarsi coinvolgere nel tourbillon dell'Assedio, non c'è che da lasciarsi trasportare dall'incalzare degli eventi: ogni piazza, via, antro, cortile, camminamento e la Sternia diventano luoghi privilegiati per vivere i momenti più esaltanti della manifestazione: la fuga dalle campagne, i primi rumori di guerra, le scaramucce, l'incendio al Castello il sabato sera, la lunga notte dell'assediato, sino alla battaglia vittoriosa dei canellesi la domenica e la festa in onore del Duca Carlo Emanuele I di Savoia. Un'emozione continua, da vivere attimo per attimo.

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