Menu delle osterie e taverne storiche dell'Assedio 2001

 

APOTEOSI E TRIOMPHO VERO DEL GNOCO

Scrisse uno qualche scrittorone dè tempi antichi che Vener bella, grata in
core per esser stata prescielta come prima fra le Dive del monte Olimpio,
volle imbandire un convito a quel certo Palles che donandole il Pomo d'Oro
la nominò regina. Ora non parendole convenevole somministrarli il
notricamento solito dè Numi, o sii Ambrosia, & Nettare badò a darli d'altra
vivanda maggiormente hidonea alla di lui natura. Andò da Cerere patrona
delle messi e sua comare e se n'ebbe di buona farina di formento biancha,
& elletta, e pani, & ova, & d'altre consimili matterie, et esse robbe diede
a Cupido per cucinare, sendo lei poco avvezza à lavori mechanici. E Cupido,
da quel malitioso, e sfaciato che era, lavorò esse matterie modellandole in
morselli al Sembiante feminino di Vener predetta, e dal nome che esso
Sembiante ha d'appresso il popolaccio, nominò Gnochi tale vivanda. Venne il
suo detto Palles, e si cellebrò il festino, & assai inuogliato dal
novissimo mangiare sì nelli appetiti di stomacho che in quelli virili,
fece onor a què Gnochi & all'istessa Venere. A notte fatta partitosi Palles se
ne tornò Volcano, chè di Venere era marito legitimo, stracho dè lavori di
focina, qual vuolse pigliar in essa quanto le mogliere han da dare al
consorte. E quella smorfiosa, stante il Volcano marito suo assai
difforme, e sudicio, li disse: "Marito mio, mangiate pria di questi Gnochi che sono
rimasti, e sappiatemi dire se mai havete avuto meglior satisfatione": al
che Volcano, che per la gran fatica dell'opra sua mai trovava ristoro
nell'Ambrosia, e Nettare, mangiando di què Gnochi si trovò assai satollo,
e ristorato e beatamente s'addormentò. Alla dimane, partitosi Volcano,
gionse Marte che di Venere era drudo, e venendo diceva: "Vi voglio salutare, che
me ne vo in guerra contra li Giganti, né so quando farò ritorno". Al che
Venere, che non voleva partisse, li compartì detti Gnochi, & esso ne
mangiò così, che non vuolse più andare alla guerra a patto d'averne ogni giorno.
E se ne stettero a lungo ogni giorno mangiandone, e sollazzandosi.
Hor ne consegue:
Essere il Gnoco la più bella delle Vivande, per esser modelato sulla
feminil Matrice di Venere, la più bella tra le belle;
Essere il Gnoco la più pretiosa delle Vivande, sendosi fatta dà Numi
dell'Olimpio;
Essere il Gnoco la più restaurativa, che ritemprò le forze a Volcano feraro fadigato;
Essere il Gnoco la più gioconda, che fece passar li grilli dal capo di
Marte il qual non vuolse partir per la Guerra, ma sì bene restarsene né solazzi.
Adunque il Gnoco è da tenersi per Fonte d'Allegrezza, padre dè Piaceri,
re dè Belli Humori, confusion delli Arcisavi,

sostegno dè Capricciosi,
solazzo dè Bislacchi, pastura dè Bizzarri, hutilità dè Cervellini,
ritegno dè Cervellazzi, grazia della Gioventù,
conforto della Vechiezza.

Et io Taramino tavernero mi professo Ministro del Gnoco & di la divotion
Gnochesca per esser divoto di Vener bella, e massimamente per non esservi
chi mi sta al paro nel far Gnochi, e compartirli con meglior garbo, e
galanteria. E per essere il Gnoco di Venere e Cerere verace Ostello, e
Nido, ricompensa di Palles, ristoro di Volcano, solazzo di Marte, io mi fo
ragione non esservi altra vivanda di simil qualità e sostantamento. Onde
né giorni a venire, douendosi dar fondo alle prouisioni di farina, e pane
più tosto che se le pigliano li Monferini, io imbandisco, & imbandirò,
compartisco & compartirò in la mia tauernaDEL BUON MANGIARE ET MEGLIOR BEVERE

LA GRAN GNOCATA A BENEPLACITO
col dare alli Auentori devoti al Gnoco, a Vener, a Marte & a Volcano, o sii
alle Donne, all'Ardore & all'Arte
l'Antefatto di buona fugazza in bochoni, coverta d'anciove, capparetti,
sigolle & altre matterie, qual dimandasi in altri luochi ‘pizza di bocca di dama’;

indi li Gnochi perfettissimi dell'Arte mia Gnocolara, & la portata loro
sarà menestrata di tre piatti;
nel primo in omaggio a Vener Bella li gnochi alessati saran compartiti di buona
prouatura, botiro fresco, parmesano gratusato e canella fina;
nel secondo dovuto alli Martii ardori li gnochi avran di sovra buon savor
di petrosemolo,
et anchiode, hidoneo a temperar li omori callidi, & sanguigni;
nel terzio buono per li Artefizi, & belli Ingegni di Volcano
li gnochi seran compartiti di
buoni fasioli cotti in brodo d'alquante ortalie

secondo lo stille di me Taramino,
tali da ritemprar dalle fatiche sì del Corpo quanto del Spirito.

E ciascheduno ne mangi quanti e come li piacerà, e ne pigli a piacimento,
perché questa è la vera Cuchagna del Gnoco, e tutti quanti n'avranno

fino a che si diran satolli, e beati.

E se vi fosse anchora qualcheduno non satisfatto, e satollo, all'hora li
darò una buona portione di stuffa' d'alquante carni, cotto colle sigolle, e
vino, e menestrato col suo sapore.

E stante il grande notricamento che cotali portate arrecano al Stomacho
financho delli huomini più prouetti, a stemperare li caldi omori, e fumosi
pria che salgano al capo s'avrà in fine Pasticcetti elettissimi &
rinfrescanti, fatti di pasta sfogliata con le frutte fresche quali si
ritruovaranno né giorni prossimi, zucharo fino, e spetieria competente,
all'arbitrio di me Taramino.

E solo quando uno si dirà satollo, colla gionta di pan biancho in Grissie&
vino puro di questa patria d'Astesana, biancho & vermiglio a beneplacito,

allora s'avrà a pagarsi lire 22.000


MOLTO VENERANDA CONFRATERNITA DE' DISCIPLINANTI
SOTTO IL TITOLO DELLA B.V. ANNONCIATA
O SII DELLI BATTUTI BLU DELLA COMUNITA' DI CANELLI
situata in piazza San Tommaso (chiesa dell'Annunziata)


Alli charissimi confratelli della M.V. Confraternita dell'Annunciata di
Canelli, salute. Io mi truouo logiato in la Cità d'Asti per li miei
negozii, e a caggione di certe febbri che mi trauagliano mi ritruouo assai
debile, & obligato a tener il letto in tal guisa, che non so quando havrò
in sorte di fare ritorno alla mia casa. Ma di ben altre noje debbo
importunarvi, delle quali se n'è avuto nuova qui in Ast dalli soldati che
son tornati sanza riuscire a pigliar Nizza di la Paglia. E massimamente io
ho parlato col Bartolomeo Pelizza capitano, e pitore, quale m'ha certiorato
essere iminente l'investitura che li Monferini faran contra Canelli. Hora
sapendo dalla di voi ultima di qual gran folla di proffughi, e sbandatti
va riuersandosi in Canelli, non resta che pigliar qualche buon temperamento
per adempiere in tutto alla Missione di charità quale ci perfiggiamo. E
reputo utillissima, e meritoria Impresa quella di sostentar, & ristorar li
Poueri derelitti e quanti né giorni a venire si truouaran in Canelli per
scampare all'Inimico. Io vi priego dunque d'adempiere alle mie instruzioni
come infra, partecipandone ancho alle Consorelle Umigliate

nella persona di Gerolama Boscha loro Priora.

Primo levate di chiesa ogni Sacra Supelettile, tapisserie, mobiglie &
l'altre robbe d'una qual conseguenza, e banche, e aprontate in vece loro
alquante tauole, e slargate paglia ove tutti possan ristorarsi.

-Colettate per l'Amor d'Iddio alquante Galine, e polastri, e tutta l'altra
volatia qual puotrà ritrovarsi alle cassine dè Confratelli, che essendo
tali volatie nel ressigo d'esser pigliate dalli Monferini, io mi fo
speranza vogliano darle a rasoneuol partito. E stanti li gran caldi
ochorenti, esse volatie fatele incontamente cusinare, e sparate in
bochonoti ne farete pitanza qual dimandasi GALINATA NEL SAVOR SCAVEGGIO e
quella serberete per più giorni, e compartirete all'ochorrenza.


-Andate dalli frattelli Giulliani e fatevi dare tre dè loro porchi bei
grossi in esattione di quel certo debito che voi sapete. E questi porchi
Giulliani prestamente li achopate, e ne fate prouisioni secondo l'arte.
Poi
pigliate li lugumi sechi che sono nell'archa grande, e crivelateli, e
aburatateli . Farete allora per il commodo del Popolo, Proffughi, e
miserabili, quella gran vivanda che dimandasi OGLIA BODRITA colli ciseri,
fasioli, arbioni, fave, sigerchie, ordio grano, e li ponerete ancho le
coste, le teste, li salcizzoni, orioni, piottini et assai di carne delli
sudetti porchi. E tutta questa detta OGLIA BODRITA quando serà cocinata, &
alla sua perfettione mantenetela il uno lauegio, o sii perolo sempre ben
calda, e compartitela con abundanza alli malcibati, con oglio d'Olliua, e
pepe franto, e n'avran grandissimo notricamento, e satisfatione.

-Col grano formento colettabile presso li confrattelli in misura sachi
quatro da emine cinque, crivelatelo e fatene bon pane biancho in Grissie
secondo l'uso; ma la scemola che ne cauerete fatene alquanto di buon
MIGLIAZZO DOLCE facendone polenta con latte, ove li porrete uga passola,
fichi sechi, dattoli sechi tal quali, mostazzoli pisti, vernacia forte, e
torli d'ova, e tutte l'altre robbe prouisionate che dovevan servire per il
Corpusdomini, ma che sarn più hutilli in opra di charità.

Et esso MIGLIAZZO
DOLCE fatelo in buoni bochoni, e sovventevoli, e datene assati, e di buon cuore.

-Sonovi finalmente alquante CERASE presso la chiesa, e masseria di San
Giorgio di Mons. Vescovo d'Ast, quali nissun coglie per mancarvi
presentaneamente di Massaro; mandate dè garzoni a coglierle, e se ve ne
saranno compartitele di buon cuore.

E non lesinate di buon pane biancho di Grissia ben cotto e ben
conditionato, e vino puro sì biancho come uermiglio. E mi facio ragioneche
chi avrà danaro per farlo potrà offerir in onore della Anonciata per
tutto quanto detto lire...
E chi no aurà denaro a bastanza fatelo trauagliare a picar pietre per la
fabrica nova di la Chiesa, levandolo così dalla strada, e scampandolo dal
pecato. Così il Ciel v'haiuti.

Giovanni Oreglia prior delli Disciplinanti dell'Annunciata in Canelli

VINI: Barbera d'Asti DOC; Dolcetto d'Asti DOC; Cortese Alto Monferrato
Doc, Moscato d'Asti DOCG forniti dall'Enoteca Regionale di Canelli e dell'Astesana


BEATO ALBERGO DEL PELIGRINO VIANDANTE
Situato in piazza San Tommaso

DISNAR DEL PELEGRINO VIANDANTE
A l'ora di mangiar si trà su un desco
Un mantiletto rosso rappezzato
Con pieghe stravaganti all'arabesco,
e d'assai macchie tinto, e ricamato;
il pan in braccio a tavola si porta,
e di lavar le mani non importa.

Ma vada all'arbio chi si vol lavare,
o sia dove si lavan le scudelle;
in tal frangente triste usanza pare
aver le mani dilicate e belle.

Non s'ha fastidio a dimandar da bere:
in mezzo sta il boccale e la scudella;
con questo beve il chierico e il Messere,
che di bicchier in su non si favella.

Qui non si guarda a porre avanti o doppo:
se vi è la carne sta tutta in un piatto;
il rosto e lesso, tutto fa groppo,
e nel trinciare non si osserva patto,
perché di questo non se mangia troppo;
tal mercanzia la si spedisce a tratto,
la torta, i frutti, il cascio e l'antipasto,
e la menestra poi conclude il pasto.

LEGGI, CONTEMPLA, STUPISCI
O BUONO PELIGRINO MALCIBATO E BESOGNOSO
LEGGI, e considera il tuo stentare sovra le strade dell'Universo mondo,
ovunque scaciato,e fatto preda dè lestofanti, ovunque afamato e sanza
giacilio;
CONTEMPLA la Charità dell'Anime belle, e socorevoli, e prima fra tutte
quella della compianta Francesca Scharampa Valpergha di Masino, vivendo
Contessa di questo Luoco e Governatrice dell'Astesana, quale per molti pii
e santi legati, e lasciti, istituì questo Beato Albergho del Peligrino
Viandante ove la Providenza guidò il tuo passo stremato!
Stupisci a veder la solicitudine dè Confrattelli della Rever.ma
Misericordia di questo Luoco nel ristorarti, e stupisci a vedere che tale
pietoso sochorso, in virtù del pio legato, ti costerà al prezio alquanto
minore di tutti l'Osti, e Taverneri che truovarai nel tuo peregrinare.

Li Confrattelli della RR:ma Misericordia, essercenti codesto Beato
Albergho
del Peligrino Viandante, in conformità dè Lasciti e pii Legati istituiti
dalla compianta Francesca Scarampa Valpergha vivendo Contessa di questo
Luoco e Governatrice d'Astesana, etiamdio in virtù d'altri Legati dè molto
Mag.ci Messeri Roberto Sburlato & Andronicho Picio, vivendo Confrattelli
della sudetta RR.ma Misericordia,
PORTANO A CONOSCENZA
Dè Peligrini viandanti, itineranti, ituri o reverturi a Roma, Loretto,
Genzano, Sauona & altri Santi Luochi, che avendo essi Peligrini ocasione o
destino di sostar nella Terra presentanea

Li sarà dato a mangiare la PECOLA, o sii refettione , e disnare di tutta
compositione, colla quale si puote sostentare il vivere sanza ecessive
spese ; & anco si puote consomar in tutta cellerità.

& essa PECOLA fassi dalli Hosteri in questo Luoco come presentaneamente si
dà alli peligrini:

NELLA GIORNATA DEL SABBATO

Una buona scudella, o vero tondo, di buoni TAGLARINI di farina di
formento,&ove, alessati e serviti sciutti col suo Savor Verde, o sii Ajada;

MORSELA' brieve perfettissimo, o sii vivanda calda fatta di corate
porchine tagliate a bochonoti menuti & alquante carni ellette pure
porchine, & ortalie andate nel Tiano col vino buono, & assai di spetieria;


TORCOLETTI restaurativi da far suppa nel vin moscatello, e sono composti
di Nizzole piste e Zenziuero, e Zucharo fino sì, che dè simili non ne
mangiano l'angioli in Paradiso.

E colla gionta del vino, e pan necessario alle diuote fatiche dè
Pelegrini,
stanti li Lasciti sovradescritti e la charitateuol Opra di questa
Reuerenda
Confraria, si pagheran lire 22.000 una volta tanto.

NELLA GIORNATA DI DOMINICA

Primo vivanda adimanadata NOSETTI SCAUEGGIATI fatta di tomaselle di foglie
d'ortalie bene impienute di carne, ova, e cascio a beneplacito, state
alquanto nel savor carpione colle sigolle.

Dopo la rattione delli TAGLATINI col savor verde sovradescritti;

Di poi il buon MORSELA' porchino di carni e corate cotte nel vino come
anzidetto;

Ultimo li summentionati TORCOLETTI restaurativi & il competente vin
Moscatello da farvi suppa.

Et anchora col vino, e pan abbisogneuole stanti li predetti Lasciti e
Legati, e la Sochoreuol fatiga di questa Confraria, si pagheran lire 25.000
una volta tanto.


VINI : Barbera d'Asti Doc; Cortese Alto Monferrato Doc; Moscato d'Asti
Doc
forniti da Cantina Sociale Canelli, via L.Bosca 30- Canelli


TAVERNA DEL MOSCATEL
situata in piazza A. d'Aosta, già Piazzal del Borgo


Alli Consiglieri, e Sindici della magnifica Coi.tà di Canelli.
Espongono Mateo Cagno e Tomaso Giulliano apaltatori di la Feracia o sii
Rasparia di questo Luoco che nel giorno 6 di Giugnio hora trascorso, in
adempimento, & essecutione delli Ordinati e Rescritti obliganti li
Particolari del Finaggio, & Poderio a rinserrarsi in le Mura, o sii
Recinto
di Canelli stanti li romori, e pericoli di Guerra incombente contra li
Stati di Monferatto si sono portati ove si dice in Stosio o sii Fosal del
Rato, ove è l'ostaria all'insegna del Moscatel sulla strada che mena a
Louazolo onde astringer li Particolari di detta Hostaria, e cassine
propinque alli suddetti Ordinati, e Rescritti. Al che li detti
particolari, & Hosteri non hanno voluto sotometersi, etimadio facendo tal
oppositione, e prottestando non voler stramiare le sue Robbe, & asiamenti,
& non voler abandonare le sue case in ludibrio dell'Inimico stante la poca
difesa dè soldati in questa Terra. Et alle minacie di noi Ferraceri essa
gente ha levato hinsolenti parole contra li Consiglieri & Sindici , e
massim.te in la persona di Maria Chola, quale d'una certa fenestra con
gran
strepito ha investito le nostre persone con le bruture, & immonditie
fetenti d'una tupina da notte, o sii pitale. Al che avanti a tal scandolo,
& prepotenza ci siamo partiti di quel luoco & di quelle genti micidiali.

Mons. Colonello Taffini comandante la piazza, e Luoco di Canelli
per S.A.S Carolo Emanuel duca di Sauoja, conte d'Ast etc. etc.
Avendo inteso di certa scienza esservi alcuni particolari sediciosi &
insolenti quali si fan lecito contrauenire alli Ordinati, & Bandi di questa
Magnifica Co.ità, e massim.te li obliganti a rinserrarsi in le Mura stanti
le minacie di Guerra;
hauendo inteso del paro come li Hosteri all'insegna del Moscadel ressidenti
in la regione di Stosio habiano fato cornata colli Ferraceri per non voler
stramiar le loro Robbe, & asiamenti;
sendo investito della massima hautorità tanto civille quanto militare per
espresso volere della Prelibata Altezza Serenissima, intendo ordinare &
comandare, come al presente

ORDINO & COMANDO

Sanza dillatione alcuna che li sopradetti dell'Hostaria del Moscatel sieno
obligati a rinserrarsi in le Mura con quelle robbe, & massaritie che più li
piacerà recar seco, sotto pena di Scuti 30 d'oro del sole e di tratti di
corda tre in publicho alli renitenti, e dell'Allogiamento militare, osii
Casa herma per li mesi sei prossimi avvenire. E che per loro hinsolenza
debiano logiarsi sovra la piazza del Borgo avanti la Casa di questa Co.ità,
o sii posto di guardia, per essere sempre invigilati come persone
micidiali. Et in guisa di reparatione a dette hinsolenze, e burbarie fatte
contra li ferraceri si fa ordine a detti Hosteri del Moscatello di star
sempre prouisti tanto de mangiari che di beuande, colla decurtatione del
decimo sovra il pretio stabilito dal Estimo vigente, qual decimo sii da
esborsar al Tesorero di questo Luoco.

TAVERNA DEL MOSCATEL

Protestano li Osteri all'Insegna del Moscatel volersi sotometere in tutto
alli Ordinati, & Rescritti tanto di questa Magnifica Co.ità quanto
dell'Ecc.mo & Ill.mo Mons. Tafino, come al presente si sotomettono
stramiando le lor Robbe, & essercitio in le Mura di Canelli, & luoco
prescritto. Espongono altresì che se qualche burbaria, & prepotenza fusse
sortita contra li Ferraceri fu a cagione che li midemi vennero colli
soldati di Giustizia e pigliarono alquante galine, e caponi avanti il
partirsene, con grave stupor delli astanti, & improperii dè danneggiati.
Avisano del paro che a cagione dell'incommodo della locatione ad essi
reservata sovra la piazza del Borgo non podran fare Ostaria come li compete
ma bensì Taverna ove compartiran al publico quelle Derrate, & Viuande che
qui sotto si contiene colla decurtatione del Decimo sovra il pretio
stabilito stata ordinata dall'Ecc.mo Mons. Tafino medesimo.

LISTA MENUTA DELLI MANGIARI, & CIBARIE

Primo uno buono SALCIZZOTTO DI PORCHO colla di lui competente spetieria,
quale mancando le pignate si farà rostir sulle lose, & in penuria di
acconce stouiglie si compartirà al popolo entro uno acconcio grisioto.
E s'avrà a pagar per esso lire 6.000

Dopo una SCHIDIONATA D'ALQUANTE CARNI, tanto porchine che vedeline,
rostita & adorata sulla brasia, & bene coperta di pevero, e spetieria
dolce, e forte, qual schidionata si darà a mangiare sovra pane di grisia
in fette. E s'avrà a pagar per essa lire 6.000
Anchora si farà andare nel speto il pouero Vigino, o sii porcello che
l'Osto avea per sua famiglia, & esso PORCHETTO ROSTITO BEN IMPIENUTO
D'HERBE BUONE E SPETIERIE si darà al publicho tal quale, e tagliato in
honeste fette si porrà entro il grisioto come sovra.
E s'avrà a pagar per essa lire 6.000

Finalmente la SPONGIATA, gloria e vanto di questa hostaria, impienuta
d'amandole, passoletta, avellane piste, amele et altre robbe suavi, che fa
morir d'invidia li Confisieri, & Ofelari prouetti.
E d'essa spongiata al pezo s'avrà a pagar lire 3.000

E QUEL CHE VOLESSE HAVER, & MAGNAR TUTTE QUESTE ROBBE
INSIEME COL VINO
COMPETENTE, PAGHERA' lire 23.000


VINI: Barbera d'Asti Doc, Moscato d'Asti Docg di Az.Agr. Armeligi
Gardino-reg. Monforte 151-Canelli


TAVERNA DELLA TRUTTA
Situata in via Cairoli , nel cortile di casa Cornaro


CANTO DE' PESCATORI

"Donne, noi porterem tutti li ordegni
ch'a buona pesca si debbono usitare:
remi con ami, l'esca, reti e legni,
e zucche ancora, bisognandoci nuotare,
e tutti l'altri necessarii ingegni.

Voi ci darete, donne, per pescare,
la barca, il lago, e i vostri divi aspetti
ai quali fummo e sarem sempre soggetti.

Noi essercenti la tauerna all'insegna della Trutta, per le novissime
minacie di Guerra ritirata entro il cortille di la casa di messer Pandolfo
Cornaro, rendiam noto a questo Publico che a caggione delle sopradette
menacie, e ressighi della pauentata invasione delli Monferini li Pescatori
di questo Luoco, & altri, han riffornito questa hostaria di marauigliosa
abundanza di pessi, sortendo colle luoro Taravelle, e reti, stanti ancho
le recenti pioggie che han fatto grossi li Fiumi, e riviere del finaggio, &
Contea. Hora per esser venute mancheuoli le carni di qualsiuoglia sorte,
quali sono una Derata delle più hutili, & hidonee al uitto umano,
massim.te in questi tempi di Penuria, e scarsità di vitouaglie, habiamo suplito con
li detti pessi recenti facendone ogni sorta di uiuande il loco di carni.
Et in grazia a detto Pesse abiamo scaciato la Caristia, e ripristinato
l'Abundanza del buono mangiare, reseruando la carne bouina, porchina, o
agnelina, ad altri usi da prouisioni, & conserue, in vista delle menacie
d'Assedio, che Iddio non voglia.

Et allora sappi, o Publico, che non obstante li disaggi, e mancamenti di
guerra, questa è anchora la TAVERNA DE' PANIGONI , LA PATRIA DE' BUONI
BOCHONI, & EL PRINCIPATO DEL BEL RISTORO. E guarda, e raguagliati di
quanto daremo a mangiare né giorni venturi:

Primo di quelle Trutte diuersamente del suo humil sembiante n'abiam
fatto una Viuanda celestiale o sii TOMASELLE di polpa d'essi pessi con certe
herbicine odorifare, messe in addobbo d' alcun saporetto di citroni,
sigolle, corottole, aceto, coriandri e spetieria ; dirai, o Aventore: io
non vorrei esser morto per millanta scudi sanza auer provato sì dilicato magnare!

E doppo noi ti darem RAVIORE sopraffine di spoglia di pasta impienute di
quelle Trutte pretiose, condite di buon butiro, & herbe, stanti massime la
Gloria di questa hostaria, che se di tal sorte se ne facesse per le galere
dil Gran Turco, non vorresti passar tua vita altroue.

E stante che il solo pesse avilisce, & intristisce l'huom prouetto sì come
il Vechio, & il garzone, & che la Carne è alimento dè più necessarii, noi
ti daremo, o Publico, di quella Carne dè Pouerelli compartita del pesse
medesimo, facendo Vivanda dimandata MACCO DI FASIOLI E PESSI, ove dette
pescarie saranno in l'arbitrio di pescatori, e di quel ch'avran pigliato
né Fiumi del finaggio, o sia Lauarelli, bulbari, persichi, luzzi o sturioni,
o quel che vi sarà; e tali pescarie saran menestrate in bochoni e fatte in
stuffà colli fasioli, & herbazi buoni. E d'esso Macco mangiandone ben
caldo, ti leccherai le dita per molti mesi al ricordo;

E poi ti darem la gionta d'uno Cascio perfettissimo dell'Alpe di Saluce,
quale né luochi di Piamonte nomasi Castelmagno, di perfetta elletione e
buntà, e secondo l'uso servesi cò Mostarda d'uve o sii Sapa, vantagiata
d'alquante frutte come pratticasi in Astesana. Tal che chi v'accede al
companatico è ben da tenere per Re dè Golosi.

E per concludere, e sigillar il Stomacho, noi ti darem, o publico, uno
siffatto PASTICCIO, o sii CROCIONE di persiche & armoniachi in sfoglia di
fior di farina, botiro e torli d'ova, che al magnarlo dirai veramente
questo essere il Pane che gustano l'Agnoli in Paradiso.

E tutto compagnato dalli vini dell'Astesana qual meglio si confanno a
cotali ecelenti magnari, o siino Cortejsa biancha, Barbera vermiglia e
Moscadel Dolce, vanto e gloria di Canelli.
E che, o Popolo, ti convenga achorrere per ristorarti di sifatta guisa, il
capirai sapendo che per quanto magnato, più tutto il vino,& pan competente,
pagherai lire 33.000.

Vini: Cortese Alto Monferrato Doc; Barbera d'Asti Doc; Moscato d'Asti Docg
forniti dall'Azienda Agricola Mazzolo Franco - Regione Sant'Antonio- Canelli.


LOCANDA DEL ANGELO

ESTRATTO AUTENTICHO DI PATENTI, ET PRIUILEGGI DUCALI.

Alli Molto Magnifici Sindici et Consiglieri della presente Coi.tà di Canelli.
Espone Sua Ecelenza Mons. Tafino Gouernator del Mondoui et
presentaneamente Comandante la Piazza, e Luoco di Canelli per l'hautorità di S:A:S
felicemente regnante, hauer ricevuto missiua dal Molto Illustre e Magnifico
Signor Giobatta Cattanio Adorno Giustiniani di la Republica di Genua,
Cauaglier Gerosolimitano;
Con la qual Missiua esso sullodato Signore ha racomandato la persona di
meser Batista Basso genouese già suo cuocho segreto e Maestro di chamara,
qual per ingiuste mormorationi, et acuse mossegli da persone hinvidiose et
hinsolenti ha dovuto abandonar la di lui Patria onde schiuare li
prouedimenti di Giustizia contra lui eccitati dalla Serenissima Republica
di Genoua. E per esser dette accuse mossegli in conseguenza
dell'affettione, e seruigi resi a Mons. di Sauoia, hora il sunnominato
messere ha truovato refuggio, e scampo nelli Stati di Piamonte, ove per
istanza del Signor Cattanio Adorno e per particolar solicitudine dell'Ill.
Sig. Marchese di questo Luoco li conviene truovar hidonea, et decente sistemazione.

Li Consiglieri della Magnifica Coi.tà di Canelli, patria di l'Astesana,
nulla ostanti alle Recomandationi, e soleciti delli Molto Magn.ci Signori
Giobatta Cattanio Adorno Giustiniani Cauagliero della Sacra Religgione, e
Mons. Colonello Taffino Comandante di guerra, e Mons. marchese Scarampo
Criuello signore, e padrone di questo Luoco, in consideratione della
singular affettione che messer Basso genouese detiene presso le prelibate
Signorie, vogliono disporre et ordinare, come per il presente dispongono,
et ordinano, che il predetto messer Basso abbia facultà, e licenza di
trasferirsi in Canelli, ad esso reseruando la casa delli Signori Grasso
qual si ritruova sul PIAZZAL DI DENTRO, coerente la Bealera da una parte et
esso piazzal da tutte l'altre, per essere detta casa la più hidonea del
Borgo, e per ritruovarsi li suoi padroni in Asti, ove al presente vivono,
lassandola in mercè dè malauitosi, et maluiventi. Hora noi disponiamo con
la presente che in essa casa dè Grassi si trasferisca esso messer genouese,
a patto, et conditione ch'egli vi esserciti l'arte sua del cusiniero, et vi
facia Locanda delle Camare, et Camarini di suopra, et Osto in la galaria
grande verso il Giardino, tenendo esso Osto sempre bene prouisto tanto di
cibi che di beuande, per costante soglievo del Publico.

Et mi Henrico Pistone di Canelli, Publico d'imperial et de l'Eccelso duca
di Sauoja conte d'Ast auctoritade notare, li soprascriti Priuileggi, et
patenti li ho extrati dal antico et vero originale, et per fede e
testimonio della Verità mi sono tabelionamente sotoscritto.

LOCANDA DEL ANGELO

Reconossente per la solicitudine, et sochoreuole aiuto della magnifica
Coi.tà di Canelli, et grato in animo per l'affetione dimonstratami dalli
Ill.mi molto magnifici Comendator e Colonello, mi Batista Basso genouese
declaro che nella Casa delli signori Grasso a me destinata io farò buona,
et ecelentissima Locanda stanti li ordini recevuti, et Hostaria
all'Insegna del Angiolo, sì come quella che ebbi un tempo in Genoua; stando in essa
Hostaria sempre prouisto d'ellette uiuande, secondo l'arte da me praticata
in la mia patria serenissima.
Et espongo alli Signori, et Gentilhuomini che in guisa di Saggio, e Capo
d'Opera onde far recognoscere l'arte mia, nelli giorni avvenire li darò al
Publicho la Menuta, o sii Lista cibaria come infra si legge:

ALLA PRIMA PORTATA per aprire il stomacho li farò una gelatìa di trutta
color dell'oro, dilicatissima e restaurativa alli gran caldi come s'adopra
dà Prencipi, e per migliore ristoro della sanità la compagnerò d'altra
gelatìa di capone alessato e guernito di petrosemolo, tutto quanto
vantagiato d'insalata dè campi, et horti circonuicini .

ALLA SECONDA PORTATA, convenendosi sochorrere il stomacho dalla
frigidezza, et humidità delle gelatìe, li darò sempre al publico dè buoni mangiari di
pasta sfogliata, o siino al primo uno buono calicione bene impienuto di
prouatura , cascio fresco, vantresca di porco salata e sigolle; di poi uno
esquisito ritortello ripieno di pasticcio di fegati, e ceruelati . Et essi
mangiari son belli a vedere, grati al gusto, confortano il stomacho, danno
vigore à sensi, ristorano le forze, son facili da digerire né punto aggravano.

ALLA TERZA PORTATA, quando huniversalmente suole aversi vivanda di magior
sostanza, col ressigo di grauar li uisceri, et il capo assai anzitempo, io
li faccio ellettissime raviole o siino anelloti assai dilicate, fatte di
formagia robiola della Rocha Vejrana et altro pocho d'ortalie ligate d'oua
fresche, e spetieria, servite sciutte con buon botiro di sovra. E
mangiandoli disse uno celebre Prelato della patria mia di dolersi ch'Iddio
non li avesse donato il collo di grue perché sentisse nel trangugiarli
maggior piacere, tanto sono suavi .

ALLA QUARTA PORTATA , quando l'altri cuisinieri di donzena imbandiscono
galinacci vechii nominandoli per caponi, io li darò gallinella d'Egitto
cotta nel vin Moscatello di questi luochi, e spetie per essere le carni sua
le più leggiere e dilicate, e da signori, tanto ch'è noto essa volatìa
cagionar l'Asma, e furori alle genti rustiche. Et essa Gallinella o sii
faraona la imbandisco guernita di buon scalogno stuffà, qual nissuno in
questi luochi ha mai mangiato di megliore.

ALLA QUINTA ET ULTIMA PORTATA, quando usasi sigillar il stomacho con
perfette matterie, io porto buona pinolata all'uso di Genoua con fior di
farina, e zucharo, servita con mostacciuoli sechi biscotti fatti d'amandole
da far suppa nel vin Moscadello, marsapiani di quelli che gustan l'angeli
in Paradiso, e piccola tergea fatta d'avellane attorrate e ghiacciate in
zucharo fino di Medera, e finalmente villanata attorrata in bochoni.

E SARO' BENE PROUISTO DI VINI TANTO BIANCHI
CHE UERMIGLI, QUALI PIGLIERO'
DALLI PARTICULARI DI QUESTO LUOCO, E TERRAZZANI ,

E TUTTO QUANTO FARO' PAGARE Lire 38.000

IN HONORE DE' MIEI ILL.MI PROTETTORI.


TAVERNA DEL PIAZZAL DELL'HERBA
Situata in piazza Gioberti, già piazza delle Erbe


ORDINATO

Espongono li Sindaci della Magnifica Co.ità di Canelli che avendo
reconossuto, e reconossendo come a cagion della Guerra principiata da
S.A.S. Monsignor Duca nostro contro li Statti del Monferato, questo
Popolo,
Luoco e finaggio ocorrono indubitabil ressigo, e pericolo tanto nel
Alogiamento dè Soldati come nelle requisitioni, sasimenti et altre
tribolationi , stante massime l'eventualità d'essere inuestito, e pigliato
dall'Inimico; sendosi di qualche giorno in avanti verificato grandissimo concorso di Publico, e massim.te di Proffughi, e sbandati di qualsiuoglia condittione,
e grado, quali pendente il Rescritto dell'Ecc.mo Gouerno della Contea
d'Asti si fan licenza di rinserrarsi nel presentaneo Luoco di Canelli;
sendo del paro che esso gran Concorso è fonte continua di disagi,
darmaggi e graui desordini continuamente condotti alla buona Pollitica da parte dè
facinorosi, sediciosi et hinsolenti;
si vuole ordinare, come al presente s'ordina e comanda la prohibitione del
Mercato del Martedì, quale normalmente s'usa svolgersi sulla Piazza del
Borgo, e Piazzal dell'Herba ivi contiguo, tutto ciò in deroga à Statuti, e
Bandi vigenti, nel dissegno di schiuar a questo Popolo ulteriori, e micidiali pericoli.


Espongono li Retori della Massa dè Rizzolanti, Retagliatori, Reuendaroli,
Herbaruole, e Formagiari come in virtù del novissimo Ordinato, o sii Bando
di questa Magnifica Coi.tà prohibente il sollito svolgimento del Mercato
essi Essercenti predetti andranno a patire grauissimo danno, et come
l'Incommodo che essa prohibitione susciterà in l'avvenire sarà generale
per tutto il Publico, con graue mancamento di derrate, et monitioni da bocca,
ateso anche il gran concorso di Forastieri, Soldati et Proffughi;
Conciossiacosachè, ostanti il predetto Ordinato, ricorono nanti l'Ofizial
di la Prouisione qual in virtù del statto di Guerra vigente ricuopre la
massima ducale hautorità , qual uoglia cassare, et canzelare tali hinsani
proponimenti, contrauenenti le Reve, Daciti, Grassina et Foglietta tanto
di questa Co.ità che dell'Ecc.mo Gouerno.

L'OFFIZIALE DI LA PROUISIONE
Ateso il Ricorso, e Litte che li Essercenti , Herbaroli et Reuenditori di
questo Luoco hanno eccitato contra l'Ordinato dè Sindici prohibente lo
svolgimento del Mercato, espone non potersi derogare alli Ordinati, e Bandi
della Magnifica Comunità, sendo essi Bandi formolati in piena e totale
hautorità, e sostoscritti da Mons. Podestà Jurisdicente et Locotenente;
espone del paro che ostante la tutella, et saluagardia delle Reve, Daciti,
Garssina et Foglietta et massim.te della Entrata General possa sortire non
mediocre murmurazione, e danno tanto dè particolari che della Ducal Camera dè Conti;
ORDINA in consequenza che le derrate, robbe, monitioni solitamente
destinate o da destinarsi al Mercato generale siano dalli detti Essercenti,
Rizzolanti, Herbaroli, Retaglianti compartite al Publico soto specie di
buone Uiuande né giorni dua a venire;
ORDINA altresì che esse uiuande bene conditionate, per magior Solieuo
d'esso Publico tribolato habiano a compartirsi in una buona, et hidonea
Taverna qual si farà soura il Piazal dell'Herba in luoco dè banchi soliti
ad issarsi per il Mercato, con Obligo che essa Taverna fornirà al Publico
le sole Mercatanzie, derate, et uitouaglie quali per l'avventura hauessero
li essercenti nelle lor case, e Boteghe, tanto palesi quanto occultate, con
sola eccetione dell'Herbe, Ortalie, et Lugumi quali si coletteranno né
giorni a venire dalli hortolani del Finaggio.

LI ESSERCENTI, HERBAROLI, RIZZOLANTI, REUENDAROLI

SOURA IL PIAZAL DELL'HERBA
Nel sotometersi in tutto e per tutto alli Ordini, e voleri dell'Ufizial di
la Prouisione, AVISANO questo publico che né giorni prossimi a venire le
derate, Vitouaglie et mercatanzie altrimenti destinate al Mercato del
martedì oggi prohibito, saran compartite al Popolo in guisa di buoni et
sostanteuoli mangiari, che potran pigliarsi, et ritruovarsi in hidonea, et
conforteuole taverna quale s'andrà allestire in Luoco dè banchi soliti
del mercato. E sapiano li Auentori, e popolo, che al dì di Sabbato,
conciosiacosachè l'Herbarole di questa Piazza han fornito alquante
Insalatuzze siccorie verdi, e rosse triuigiane che paion di giazza, avem fato

INSALATA CON ESSE ORTALIE COMPARTITE
PER META' DI FRITATE E GIALLE,
E VERDI PERFETTISSIME, fatte con l'ova che si sono ritruovate presso li
pollaroli, TAGLIATE IN BINDELLI con soura buon sapore, o sii AGRESTATA DI
CAPPARETTI, TONNINA, OGLIO D'OLLIVA ET ALTRE

ROBBE pigliate dà reuendarole.

Di poi, ritruovandosi alquanti pessi in salimora dalli pizzicaruoli di
Piazza, , se gli son fatti viuanda col porli MACHERELLI E TONNINA CO'
SIGOLOTTI FRESCHI, OVA DURE, & SAVOR DI PETROSEMMOLO & OGLIO BUONO qual ve n'era in rasonevol quantità presso detti pizzicarolli.

Del paro d'altre prouisioni vechie, pronte a guastarsi, e camolare per li
gran caldi, e siino massim.te li Fasioli sechi , e pan in Grissie già
conditionato, si farà vivanda dimandata MACCO DI GNOCCHI E FASIOLI e
questa è Robba sostentevole ,& assai saporita, , hidonea alli Stomachi tanto dè
Signori Gentil Huomini chè di Particulari per esser dilicata, ma notricante.

Di buon Sairacio fresco, & rubiole grasse fornite dà Formazari, sé fatto
BROSSA SAPORITA di dua sorti: una verde di petrosemmolo, aglio e un pocho
di citrone, altra gialda di safrano e forte di spetierie.

Anchora dalli frutaroli si sono pigliate Ciriegie Duracine dette
GRAFIGNONI in questi luochi, ALESSATE NEL VIN MOSCATELLO CON SPETIERIA COMPETENTE,
come assennatamente pratticasi per temperar la natura dè cibi avanti soministrati.

E si pagherà colla gionta di pan bianco in Grissia e

vino puro, nitido e splendente

NEL DI' FESTIVO SI POTRA' DARE A QUANTI LO VORRANNO:

Primo PASTICCETTI SFOGLIATI IMPIENUTI DI SAIRASSO FRESCO, PROFUMATO DI BASELEGO FRANTO;
Dapoi di quella INSALATA DI FRITATTE D'ALQUANTE SORTI, ET HORTALIE IN SAVOR D'AGRESTATA come soura si è detto;
Doppo li si darà di buoni MACCARONI DI FIOR DI FARINA FATTI DA MARCO
GENOUESE FIDELLARO IN VISTA DEL POPOLO, ALESSATI E COMPARTITI CON SAVOR DI NOCI, E SAFRANO;

Doppo sendosi acopati alquanti Singhiali nelle Cacce del Signor marchese,
e douendosi essa carne sourabondante compartirsi al Popolo, si darà
COMINATA DI SINGHIALE cotta COLLI SPINAZZI FRESCHI, e questa è robba da gran Segnori, che non altramenti se ne potrà magnar di simile.

E dalli Formagiari si sono pigliate alquante RUBIOLE DELLA ROCHA VEJRANA
o siino casci piccoli di pecora, dè quali ve n'è grande abundanza in questi
tempi, stanti anche le requisittioni fatte dalli nostri soldati in què
finaggi. Et esse rubiole si daran compagnate di buona SAPA, o sii MOSTARDA
AMABILE all'uso del Paese.

E ultimo si daran le CIRIEGIE GRAFIGNONE ALESSATE NEL VIN MOSCATELLO, con la gionta di buona e dilicata CROSTATA FRANCIOSA di capo di latte e pasta sfogliata, per essere questi mangiari necessarissimi
alli tempi canicolari per tutte le nature temperate.

E giontandoli anchora il buon pan biancho di Grissia e vino hidoneo, &
perfetto, s'avrà a pagarsi lire 30.000

E NOTTA CHE LA SERA DEL DI' DOMINICALE

QUESTA TAVERNA SERVIRA' IL PUBLICO
COLLI MAGNARI, ET BEUANDE CH'ANCORA VI SI RITRUOVASSERO,

A BENEPLACITO
DELLI HOSTI, SI' NELLA COMPOSITIONE DELLA LISTA CIBARIA,
CHE NEL PREZZO.

Vini: Barbera d'Asti Doc; Do0lcetto d'Asti Doc; Cortese Alto Monferrato
Doc; Moscato d'Asti Docg forniti da Ghione Luigi Mario di E.Ghione snc
-Reg. San Giovanni 4 -Canelli


OSTERIA DEL DUSIO D'ORO
Situata in via G.B. Giuliani, già Contrada Maestra

Mi sotoscrita Margherita Ameria, di Vilanoua d'Astesana, in Canelli
ressidente, vedoua relassata del quondam Bernardino Torigla, vivendo osto
all'insegna del Dusio d'Oro, prottesto nanti li Signori Eccel.mi del Senato
d'Asti in luoro recorendo contra li Consiglieri della Coi.ità di Canelli,
e Sindici, quali doppo d'auer fitato a me recorente il Cortille della casa
ove si dice alla Croce Biancha, in total mancamento, et abuso hanno doppo
rimesso il medemo Cortille ad altra Osteria subentrante, per essere
quelli, che andran a godersi tal fitto, in grado d'affinità, e parentella con
alcuni delli detti Consiglieri. E recorendo contra cotal mancamento, et
burbaria, chiede il ripristino della buona Pollitica, qual massimam.te
deve risplendere né reggitori della republica, et quale al presente è dalli
stessi conculcata, a total danno, e spregio di me pouera vedova, e
recorente, e di questo publico.
Datum Canellae, Astesanae oppidum, die secundo mensii madii MDCXIII.

ATESO IL RECORSO, ET ESPOSTO
Di Margharita Ameria di Vilanoua d'Astesana, in Canelli ressidente et
essercente l'Osteria del Dusio d'Oro contra li Sindici, et Consiglieri
d'essa Coi.tà per pretension di fitto d'un certo Cortille oue la sudetta
Margharita si credeua slargar li tauoli della sua osteria

SI DICHIARA
Non esser espediente procedersi contra li Sig.ri Sindici, et Consiglieri
di Canelli, stante il mancamento di Scriture Testimoniali circa le
prettensioni della souradetta Ameria, e massim.te vigente lo statto di
guerra guerregiata contra l'Ecc.mo Monsignor di Mantoua, et Monferatto;

Ma in rellatione delle molte, et sinciere voci a Noi sopragionte,
affermanti il buon diritto d'essa Ameria recorente, et il danno
pruouocatole dal pretteso mancamento dè Sindici, et Consiglieri di
Canelli, vogliamo concederle, come al presente concediamo, la permissione

a piazzar li tavoli d'osteria in la Contrada Maestra di Canelli in deroga à
Statutti, et Bandi Pollitici ivi vigenti. E tal permissione ha da intendersi
temporanea, e limitata à tempi ove il gran concorso di publico la renderan
necessaria, et ciò in arbitrio del Ofizial di Prouisione. Conciosiacosachè
la presente debba cassare, anulare, anichilire, troncare qualsiuoglia
querimonia in futuro insorgente, e massim.te metta a tacer qualsiuoglia
voce, et murmurazione contra li Consiglieri, et Sindici, così come contra
li presentanei et futuri recorenti, perché noi in particolare

ne proueremo piacere.

HENRICO ROERO SANSEUERINO, Vice Gouernatore
Datum Ast, die vigesimoquarto mensi madii MDCXIII.

MARGHARITA AMERIA OSTESSA ALL'INSEGNA DEL DUSIO D'ORO

Conformemente il Rescritto di S.E. il vicegouernator di l'Astesana
publicato et emanato alli 24 del scorso mese di maggio, sendosi
verifficato in cagion della Guerra presentanea contra Mons. di Mantoua, et Monferini
il bisogno, et essigenza di sostentare, et sochorrer grandissimo numero di
huomini tanto del finaggio, che sbandati, e proffughi, che alli giorni
presenti giungono per rinserrarsi in Canelli, e scampar li Monferini predetti,

AVISA QUESTO PUBBLICO
CHE NE' GIORNI A VENIRE, INCOMENZANDO DAL PRESENTANEO,

QUESTA OSTARIA
PIAZZERA' E SLARGHERA' LI TAUOLI SUOI SOUVRA LA CONTRADA MAESTRA DI QUESTO LUOCO, NON OSTANTI LI BANDI POLLITICI,

E STATUTI VIGENTI,
sendo così provista di tutto il necessario, et commodo per veramente
sostentare, et sochorrer quanti lo vorranno, come sovra si dice.
AVISA DEL PARO
Che li darò al Publico, et a quanti lo vorranno, una buona, abundante et
perfetta refettione così composta:

primo RANE FRITTE , stante che li miei parenti ne han pigliate in assaj
quantità né fossali di Villanoua, e Suponito, et le han recate costì in
sochorso, e detrimento della Caristia; et io esse rane inuoltolate in fior
di farina le friggo in oglio buono, e calde calde le do a mangiare con
sovra sugo di citroni;


dopo li darò TRIDURA in buona e convenevole scudella, et essa è suppa di
grande virtù restaurativa, et della migliore, et elletta buntà, stante
massime la gloria di questa osteria, con sovra petrosemolo pisto, formagia
parmesana gratusata, e spetieria a beneplacito;

anchora li darò buona CARNE PORCHINA FRESCA ROSTITA NEL SPETO,

BENE ADORATA
et attorrata, pilottata di buon lardo disleguato, e conditionata colli suoi
competenti savori, che io secondo il mio stille compartisco in buoni
bochoni come usa dà gentilhuomini.

E con essa carne per magior notricamento li darò la gionta di buone
SIZERCHIE o siino GAROITE, quali farò stuffare secondo l'Arte mia tali,
che nissuno crederà esser lugumi.

Ultimo s'avrà buon MOSTACCIUOLO fatto di sapa, e scemola, col zucharo fino
et altre robbe buone sì, che parrà esso mostaciuolo fatto dalli angioli del ciel.

Et con esso sovradetto mostacciuolo s'avrà uno competente bichiero di
YPOCRAS stomatico fatto da me ostessa medesima, per non esservi megliore
elettuario, o sii elisire per dissipar li fumi della digestione, e vapori
del stomacho sanza danno.

E con li vini bianchi e vermigli perfettissimi della terra d'Astesana, e
pan biancho da Signori in Grissie secondo l'estimo, e Carmero, si pagherà
per il mangiato et bevuto lire 35000

OSTERIA DELLA MADDALENA
(Ass. Pro Loco di San Marzano Oliveto)
situata in via Villanuova , nel cortile di casa Pistone


MONS. GUIDO ALDOBRANDINO SAN GIORGIO
dè conti di Biandrate
Comandante Generale dell'Esercito di qua del Tanaro per S:A:S Carolo
Emanuel di Sauoia conte d'Ast,
ateso che Sua Maestà Catholica ha inibito alla prelibata nostra ducal
Altezza di pigliar Nizza della Paglia et anco di proseguir l'avanzata,
stata cominciata né mesi scorsi contra Mons. di Mantoua, e Monferatto, et
come in conseguenza di tal proponimento l'esercito sudetto ha dovuto
ripiegare in Ast ove al presente truovasi aqquartierato;
conciossicosachè in l'avvenire possa verifficarsi un contro atacco, et
hinvasione delli Esserciti monferini stanti le poche difese che al presente
si ritruovano in Astesana, con gran ressigo, e pericolo di particolari e
terrazzani; stante ancho che di certa scienza è gionta nuova d'una
possibile investitura che detti esserciti inimici tenteranno a danno del
luoco, e terra di Canelli;
conforme al Rescritto dell'Ill.mo Molto Magnifico sig.
Gouernatore della Contea d'Ast

ORDINA


Alli particolari, terrazzani e ressidenti nel finaggio, e poderio del
sovradetto luoco di Canelli, così come alli particolari delli finaggi di
Santo Marzano, Louazol, e Calozzo, di incontamente portarsi, e recarsi
entro le Mura, o sii Recinto di Canelli, sendosi prouisti di masaritie et
Vitouaglie per quanto li sarà possibile, et alogiando ove li sarà indicato
dalli Offiziali di Sigurtà, né quali logiamenti potranno essercir l'arte
sua onde non restarsene hinoperosi et malabianti.

Espone Marciano Paiarino essercente l'Osteria Di la Maddalena soura li fini
di San Marciano, ove si dice a San Pedro o sii Aie, che pendente il
Rescritto di S.E. Comandante general dell'essercito nostro ha dovuto
portarsi colle sue robbe, e famiglia entro le Mura di Canelli onde
schivare le minacie, e pericolo dè Monferrini;
hora li parrebbe convenevol cosa, per Solievo del Publico, pratticar l'Arte
sua nel presentaneo luoco di Canelli per il tempo che dureran le predette
minacie, & pericoli, stante ancho la grande abundanza di buone vitouaglie
ch'ha trasportato in questo Luoco. INSTA PERTANTO NANTI LI MAGNIFICI
SINDICI DI CANELLI CHE LI SI VOGLIA CONCEDERE HAUTORITA', PERMISSIONE & LICENTIA D'ESSERCIR IN QUESTA COI.TA' LA SUA OSTERIA

SOVRA DESCRITTA.

Al che li Sindici & Consiglieri unanimi concedono a Marciano Paiarino dil
loco di S.to Marciano , patria di l'Astesana, la facultà & hidoneità di
impiantar osteria nel presente Luoco, e terra di Canelli, ove si dice alla
Contrata Sternita, e cortille di Mess. Giovan Domincio Pistone, per li
tempi quali saran riputati necessarii, fatti salvi li Bandi, & Pollitica quivi vigenti.

Del paro, onde schivar abusi, et arbitrii quali di questi tempi possan
commettersi, ordinano al predetto di prontamente esporre partito delle
Robbe, & pretii quali darà al Publico per la durata d'essa Hostaria, colla
total sotomissione al Carmero, o sii Capitoli quivi vigenti.

OSTERIA DI LA MADDALENA
Mi Marciano Paiarino del Luco di San Marciano, trouandomi fortuitamente ad
essercire l'Hostaria predetta, in altri tempi situata soura le fini di S.to
Marciano ove si dice a San Pedro, & hora per le menacie, et pericoli di
guerra contra li Monferini traslata in Canelli, ove si dice alla Contrata Sternita,


FACIO PARTITO
Di stare in l'auenire bene prouisto delle seguenti vitouaglie cibarie, &
esse compartire nella meglior forma, e modo mi sarà possibile, stante
l'incommodo, et prouisorietà del mio logiamento.

Et primo li darò al Publicho all'atto di sedersi a tauola buona fugazza
dimandata FUGAZZA DI BOCCA DI DAMA, bene insaporita d'oglio
d'olliva,sigolle, anchiove & altra robba buona;

doppo facio partito di darli una portata di vivanda fatta di PERSUTTI,
LINGUE MISALTATE, E MORTADELLE ALESSATE, tutto sfilato, compagnato
d'ortalie con savor di capparetti, tonnina & petrosemolo, quale nomasi
CAPIROTTATA CAMELLINA.

tertio li darò buona, dilicata & sostentevole suppa fatta con brodo
lardieri, pan, sigolle, prouature & assai butiro & cascio parmesano, detta
da noi BUTIRRATA.

Di poi li facio gionta d'una quarta portata, o sii GALLINA D'EGITTO
STUFFATA NEL MOSCATELLO e servita col suo savor medesimo fatto di
carottole e spetieria, come praticasi per temperar la calidità che l'anzidette
cibarie puotono cagionar, massime alle nature, e complessioni humide, e flematiche.

E per conchiuder la mensa compartirò ancho uno perfettissimo e freschissimo
SAIRASSO DOLCE servito in scudellini vantagiato d'amarenata,
zucharo fino, e cannella.

E stante il vigente carmero, o sii Capitolato al qual per tutto mi
sotopongo, quanto li darò per mangiare, & beuere, ivi compreso buon pane in
Grissie del forno di la Barcha soura le fini di S.to Marciano, & vino puro,
& perfetto di queste terre, si pagheran lire 33.000.


OSTERIA DEL CASTELLO


Al Molto Magnifico Signore signor Podestà di Canelli,
salute. Ho saputo di certa indubitabile scienza che la Magnifica Co.ità
di questa terra ha hautorizzato che s'apra una Ostaria novella in la Vilanoua
di Canelli, ove si dice la piazza del Portal di Mezzo. Ho l'ardire di
riuolgermi a Vs. Grazia conciosiacosachè tal hautorizzatione è una
menacia al lauoro che mi sostoscrito vado facendo in la Osteria all'insegna del
Castello, sendo la detta Ostaria l'unica che si ritruova in la Vilanoua
di Canelli, in virtù d'anticho priuileggio ad essa Ostaria conceduto
dall'Ill.mo, Mons. di Tarantasia, vivendo Magn.co Gouernatore di questa
Contea, e patria di l'Astesana. Hora che dè forastieri faciano nuova
Ostaria in la Vilanoua è graue pregiudicio del buon reggimento, e Pollitica
quale massimam.te dovria resplendere in questi tempi callamitosi, &ancho
pregiudicio alla volontà del Conseglio di la Mag.ca Co.ità, quale a nessun
patto vuol che si facia altra Ostaria in Vilanoua, in gionta a quella che
vi è da longo tempo, & dove mi sotoscrito sono essercente. Et apellandomi
all'anticho priuileggio, & alla uolontà vigente del Conseglio di questa
terra, suplico la vs. Grazia Ill.ma acciò voglia inhibire detta Ostaria
nouella, & qualsiuoglia altra prettensione in l'avvenire potrà esser fatta
a danno delle mie raggioni.
Mi segno vostro humile seruitore Paulo Ravaccia, osto all'insegna del Castello,
addì 26 Magio 1613.

Al molto illustre messer Paulo Ravaccia osto all'Insegna del castello, salute.
In risposta alla di Voi del 26 Magio passato, io vi dicho che non mancherà
si prenda qualche buon temperamento per lo splendore di la republicha, e di
questo siatene ben sicuro. Sendo stato io raguagliato dè vostri antiqui
priuileggi, come del paro della volntà del Conseglio di questo Luoco,
sapiate che l'hautorizzatione al facimento d'una novella hostaria è stata
data da Mons. Taffino ill.mo colonello, & comandante sovra la Piazza
stante la guerra guereggiata contra li Monferini, & che io mi rituovo
impotente nel contentare la vostra Suplicha, per essere l'Hautorità del
predetto Magn.co colonello in questi tempi ben maggiore della mia. Ma vi
dicho assai sincieramente ch'essa nouella ostaria non è dè forastieri, ma
bensì fatta dalli essercenti l'Ostaria delle Aie, fuor delle mura di questa
terra, quali per li ressighi, & pericoli di guerra, han recevuto ordine di
rinserrarsi fortuitamente in il Recinto, & che passata quando Iddio voglia
la menacia dell'Inimicho, & stabilita la Pace generale, essi immantinente
faran ritorno alle lor case, & ostaria delle Aie. Onde state sicuro dè
vostri diritti, e badate di esser ben fornito né giorni a venire di buone e
dilicate viuande, perché io vi reputo la meglior Ostaria che ritruovasi in
Canelli, e non mancherò di hora in poi di aualermi della vostra Arte. Di
più, sendo che per la guerra s'avran né giorni avvenire gran numero
d'Uffiziali e distinti gentili huomini, state ben certo che io li farò
logiare presso di voi, onde abiate uno giusto soglievo, e remuneratione dè
danni che per accidente doveste patire dalla novella osteria che si farà in
Vilanoua. E vi ringrazio quando vorrete mandarmi notizia delle vivande,e
mangiari che si potran trouare presso di voi né giorni futuri. Così Dio
v'aiuti. Mi segno afezionato come fratello,
Cristofaro Rodelli, dotor di Leggi, Podestà di Canelli.

Mi sotoscrito Pauolo Ravaccia osto & essercente all'insegna del Castello in
la Vilanoua di Canelli ove di dice sulla contrada Sternita aviso questo
publicho, & Signori gentili huomini delle uivande, & mangiari quali si
ritruoveranno nell'Osteria predetta alli giorni avvenire.
Primo li compartiamo al Publico e Signori Gentili huomini buone FUGAZZE
FRITTELLATE COMPAGNATE DI SAVOR CAMELLINO,

fatto di tomina, petrosemolo, inchiode e torli d'ova.

Di poi li compartiamo TORTIERA DI POMI SDEGNOSI fatta d'essi pomi, o siino
melizane tagliate in fette e sottestate con buone prouature, botiro,
parmesano, & herbe buone, piste. E questo è un mangiare ch'altrimenti in
Canelli non si ritruova;

Dopo li diamo una SUPPA DILICATA D'ALQUANTI

LUGUMI FRESCHI E SPARAGHI,
fatta d'arbioni e fauette novelle passati in la stamigna, e punte di
sparaghi e vantrescha di porco, con ben di parmesano gratusato, e bochonoti
di pan sottestato col botiro. E questa è robba fina, che dimandasi Brodo
Apostolorum nelle corti di Roma, e che veramente è fatta per contentare un Cardinale, e più.

Poi sendo che li soli lugumi, & herbe intristiscono l'uom prouetto, massime
quando è percosso dalle fatighe, & pesi di la Guerra, di diamo gionta di
buoni BRISAUOLI DI CARNE BENE IMPIENUTI

D'ALQUANTE ROBBE SAPORITE,
COMPAGNATI D'INTINGOLO DI FASIOLI STUFFA'.

Ultimo, a cellebratione e demostrattione dell'arte mia cusiniera, farò un
elletto PASTICCIO DI PERE CALVELLE o siino di San Gioanni con assai di
zucharo fino, botiro, canella, e pane biancho smogliato.

E questi mangiari, quali d'altri simili non puotrà ritruovarsene in
Canelli né al presente che in l'avvenire, colla gionta di pan biancho
quanto se ne può magnare, e vino quanto se ne vol bere, io tuttoinsieme
lo do al Publicho per lire 35.000



TAVERNA DEL REFUGGIO DI SERE STENTATO
situata in via Villanuova poco oltre l'Osteria della Sternia


GALERIA DELLI STENTATI
o sii lamento delli gentilhuomini venuti alla pouertà
a caggione delle guerre, carestia, e priuattione.

Questi poveri meschini, con la moglie e i figliuolini, non han fuoco da scaldarsi,
e né pan da sostentarsi; e la sera e la matina stanno a far la tremarina

a caval di due carbon.
Chi ha impegnato il ferraiuolo, chi la cappa, chi un lenzuolo, chi l'anel della mogliera,
chi ha venduto una lettiera, chi il giuppone e le calzette, le banzole e le
moschette, le cadreghe e 'l credenzon: tutto ciò per la pigion.
Le lor donne, poverette, per ostar le ristrettezze, con il pegno sotto braccio vanno a tor denari in presto. O signor, che mondo è questo!
Manca il guadagno, manca il lavoro, perché il decoro prima mancò.
Se il cibo amaro, duro e fetente, rompe il tuo dente, è dalla Guerra che
vien la durezza, vien l'amarezza e il mal'odor. Quando v'è denari, Signori
siam chiamati, quando non ve n'è siamo tratà da mati. S'hai pocho da
spender sei molto mal veduto, se non hai da render cambio non truovi aiuto!

A TUTTO L'UNIVERSO POPOLO

Noi sotoscritti Cauaglieri della Nobilissima Compagnia della Lesina eretta
nell'Alma città di Roma, humili seruitori di madonna Parsimonia
Dispensiera, nell' anno del Rettorato delli messeri Spilorcione dè Stitichi
e Formichello Tienintasca, havuta scienza dè trauagli, e priuattioni quali
a cagion di guerra patiscono li eccellentissimi Cauaglieri confratelli in
partibus di Piamonte, e massimamente nella Contea, e Patria d'Astesana ;
translatici noi in congruo numero sovra li fini di Canelli in la sudetta
patria e contea, e certioratici circa li prouedimenti che saremmo in animo
di sugerir alli Confrattelli di queste Terre;
nel pieno rispetto dè nostri statuti proclamiamo, dichiariamo e sentenziamo
non esservi meglior parsimonioso remedio alla ristrettezza che cibarsi nel
sudetto luoco di Canelli presso la Taverna che noi di oggi in poi nominiamo
et celebreremo in l'avvenire come REFUGGIO DI SERE STENTATO perché in
nessuno dè quattro cantoni del Mondo, havvi al paro possibilità di magnare,
bevere, ristorarsi in maniera abundante e saporitissima d'eccelenti
matterie, uiuande et beuande a minor prezzo. Onde recomandiamo alli Nobili
Confratelli, e a tutti coloro che seguono e pratticano la Dottrina di
Madonna Lesina, di portarsi incontamente alla sullodata taverna REFUGGIO DI
SERE STENTATO, e quivi magnar da panigoni , et bever da brichoni, con la
total certezza di pagar da pitochi.

Et in fede si sono sotoscritti li Cauaglieri Tanghero Villani, Lesiniero
Finetti, Pitocco Rastrelli, Uncinato dè Rampini, Brancaccio Spilorcioni,
Tiraquello da Graffignano, Brancatutto Prestaniente, Scorticante
Mettintasca , Stringiforte Carpione.

TAVERNA DEL REFUGGIO DI SERE STENTATO

E ringraziando li nobili Cauaglieri della Compagnia della Lesina, io
tauarnero del Refuggio di Sere Stentato prottesto non esservi in il
presente Luoco, e Finaggio altri che possa compartir e soministrar al
Publico migliori viuande e beuande a minor costo di quello, che io prattico
al presente per socorrere tanto li Canellesi che li viagiatori, sbandati,
proffughi, viandanti, peligrini, soldati, offiziali che per qualsiuoglia
raggione avranno a ritruovarsi in Canelli né giorni a venire.
E questo perché il Forier Magiore dell'Essercito di Duca Carolo Emanuel
felicemente regnante m'ha dato alquante prouisioni di grascia, pane e
d'altre robbe ch'esso essercito ha pigliato alli Monferini avanti di
partirsi da Nizza per far Quartiere in la cità d'Ast.
Ora con queste robbe io vado a confettionare li seguenti Mangiari,
che poi darò al Popolo:

primo la GHIOTTA o sii pan biancho di formento bruscholato e sottestato con
sovra provature di latte fresco, e formagia grassa, o sii strachino;

di poi la CAMELINA fatta del paro di pan bruscholato in fette coverto di
savore d'anchiode, cappari, petrosemolo, tonnina, e torli d'ova;

anchora il PANEVONTO o sii fetta di Grissia di formento adorata su la
brasia, bene ontata d'alquante herbicine odorose piste, petrosemmolo & oglio d'olliva.

E queste tre vivande insieme, col suo vino competente negro, o biancho
che si vorrà, al pretio di lire 6.000.

Per gionta farò SPELTA LARDIERA VANTAGIATA DI SIGOLLE o sii farinata
d'alquanti grani, & lugumi, alessata con sigolle dentro, partita in fette e
sottestata con sovra lardo pisto & odoroso d'ortalie e spetieria,
compartita calda calda di foco, col vino biancho, o negro qual serà più
piacevole all'Avventore, che pagherà per questo lire 6.000.

E per quello, che intristisce nel magniar le sole matterie di Madonna
Lesina , tengo pronte SALZICCHIE FINISSIME DA SIGNORI di buon porcho,
spetierie e formagia parmesana, rostite sulla brasia e compartite con
pan competente, e suo vino bastevole biancho, o negro come serà aggradito,
al pretio di lire 6.000.

Ultimo per li signori panigoni, e crapuloni, & golosi ho uno sopraffino &
celestiale LATTAROLO IN CROSTA qual non ve n'è l'eguale, fatto di
sairasso fresco, botiro, zuccharo, uga passola moscatella, cannella & altra
robba buona, grato assaissimo al stomacho come al palato, e questo

al pretio di lire 4.000.

ET IL STOMACHO PROVETTO, E GAGLIARDO, CHE SI MAGNARA' OGNI COSA DELLE SUDETTE, E BEVERA' VINO & PAN, QUANTO POTRA' VOLERNE, PAGHERA' TUTTO A lire 22.000.

VINI FORNITI DA AZIENDA AGRICOLA BERA VITTORIO E FIGLI,

REG. SERRA MASIO 21, CANELLI ( AT) .


TAVERNA DI CARASSA

Da don Antonio Cristofari curato, & parocho di San Marciano
alli molto magnifici signori Consiglieri della Co.ità di Canelli,
salute in Christo saluatore.
Honorabili messeri, io so d'incommodarvi non pocho, stante il grave
turbinar d'eventi callamitosi che van facendo tempesta sovra delle nostre
contrade, e massime della guerra che si teme, Dio non voglia, possi
verifficarsi soura questi finaggi nelli futuri tempi, se l'homini non
metterano quel giudicio lo quale par essere al presente una mercatanzia
delle più rare. Per queste cose vi dico, come ciertamente avrete già
reconossuto di Vostra scienza, che ancho qua in San Marciano popolo, &
gentilhomini vivono in gran spavento, per essere questa Terra la più
contigua alli Stati di Monferato, e massim.te a Nizza di la Paglia.
Sapiate dunque che li terrazzani di Nizza, leuato l'assedio ivi portato dal mons.
Duca nostro di Sauoia per l'intercessione di S.M. Chatolica, van facendo
mille burbarie soura questo finaggio, sì come lupi famelici, et arrubano,
destrughono e rapischono alli nostri poueri parochiani sanza timor di
giustizia, tanto che questi miserelli vanno scampando à pericoli
abandonando le possessioni loro e andando proffughi a quelle Terre meglio
sicure. Io voglio sapiate che è fra questi Dominicho Testore detto Carassa,
essercente l'Ostaria nelli areali di questo luoco, huomo assai timorato di
Dio, limosiniere & honesto nell'arte sua, quale per non voler andar per il
mondo malabiando, mi si è rechomandato onde io pouero parocho li trovi un
buono logiamento ove possa del paro scampar la fame colli meriti del suo
lauoro. Onde io mi rechomando alle ecelenze Vostre, se per carità
cristiana, atteso il gran concorso di popolo che si viene rinserrando a
Canelli, non vogliate trouare uno buono & onorabile logiamento al detto
Carassa, atteso che l'arte sua di tavarniero potrà essere di qualche
agiutto, e soglievo per la di voi Communità, & universo popolo.
Affezionato come fratello, il vostro servo Antonio Cristofari.

Dalla Mag.ca Co.ità di Canelli
All'Ecc.mo e Reuerend.mo Sig. Curato di San Marciano,
salute in Cristo Signore nostro.
Abbiamo recevuto la di voi ultima, e n'abbiamo avuto piacere, sia pur
dolendoci per l'infelice sorte di queste Terre, e per le gran barbarie dè
Monferini, che v'assicuriamo portarsi come cani rabiosi, e famelichi, ancho
sul nostro finaggio. Ma per la solicitudine di nostro Mons. duca è gionto
qua un distacamento del Regimento d'Asti con assai schiopi & archobuggieri,
onde questo luoco si sta meglio sicuro d'altri, e per essere muragliato, e
per la grande, e continua vigilanza, che vi si fa. In cagione di queste
cose stan venendo da noi alquanti proffughi dè cassinali di Lovazolo,
Callocero, Buri, Agliano, et altri anchora, onde abiamo grave incommodo nel
logiarli decentemente, e massimam.te nel cibarli, e sostentarli.
Stimiamo dunque cosa gradita se il vostro protetto Domincio Carassa vorrà per
qualche tempo venire in Canelli per essercire la sua Ostaria in luogo
hidoneo sovra la piazza, per soglievo, e commodità sia delle abitatori come
dè reffugiati. E questo essercitio sia da intendersi libero, e franco di
qualsiuoglia gabella, taglia, tasso, fodro, malatolta per tutta la durata
delle minacie di guerra.



TAVERNA DI CARASSA


Stante l'intercessione del molto rev.do signor curato di San Marciano io
Domenico Carassa osto di San Marciano sono stato hautorizzato dal molto
Mag.co Conseglio di Canelli a fare Ostaria, o sii tauerna sovra la piazza
che si dice piazzal di dentro, nell'esentione d'ogni qualsiuoglia taglia o
gabella. Onde prometto in recompensa di tal solicitudine di star sempre
fornito di buone, e diletevoli vivande, e quelle compartire al publicho per
il suo soglievo e sostentamento al prezzo più mite, che si potrà fare.

Et all'hora guardate, Pubblico e Populo di Canelli, li buoni bochoni che mi
appresso a compartire, & parimenti currete più tosto, che serà possibile,
per gustarli alla taverna di me su ditto Carassa che truovasi logiata in
questo luoco. O che fortuna, o che alegrezza, o che diletto per li messeri
e gentili huomini ch'avran sorte di ristorarsi nel meglior modo, che serà possibile!

Badate che in primo compartischo SALCIZZONE DI TESTA DI PORCHO

assai buono, & odoriffaro d'alquante spetierie, fatto con arte di salcizzaro elletto, e
compagnato di buoni FASIOLI ALESSATI e achomodati in insalata
con oglio buono, e petrosemolo franto.

Di poi soministro AGLIATA VERDE DI RUBIOLE FRESCHE DELLA ROCHAVEJRANA
vantagiata d'alquante herbe buone, e pevero, tanto dilicata al gusto
come bella a vedersi.

Anchora s'avrà AGRESTATA DI GALLO D'INDIA, dimandato Biribino in queste
terre, prima alessato e sfilato, poi vantagiato di fettoline di persuti,
mortadelle, lingue bouine, e fasioli cornetti, e coperto d'un saporetto di
cappari, inchiode, tonnina e torli d'ova, sì ch'io non so se alla corte dil
Duca nostro si compartisca più grata uivanda, che non questa.

Doppo s'avrà SIGOLLATA O SII SUPPA di sigolle e porri assai restaurativa, &
hidonea alli gran caldi tanto à stomachi dè vilani
che di quelli dè giantilhomini.

Di poi appronto uno perfetto SCHINALE DI PORCHO rostito con vin forte,
coriandri, cumino & altre competenti spetiarie, compartito in fette col
suo savor di sopra.

Ultimo MIGLIACITI DI CASTAGNE ben saporiti, con dentro uga passola,
mostaccioli e marzapanetti pistati, zucharo fino e botiro, che doppo
d'averne mangiato nissuno vorrà assumere altre uivande per non
dismenticarne la dilitia.

E con li buoni vini che sul finaggio di San Marciano si fanno, e pan
biancho ben cotto e ben conditionato, pagheran li auentori lire35.000.


OSTERIA DEL PORTAL DI MEZZO
(SITUATA IN PIAZZA SAN LEONARDO)

Francesco Luiggi Mazzinghi Cauagliero di la Sacra Religione Jerosolimitana,
Comendator di Botigliera in Astesana & Canelli.

A Mess. Filippo Laneri, fitauolo di la Commenda di San Giovanni in Canelli, salute.
Sapiate che Deo Gratia io mi truovo in assai buon stato, & in brieve mi
ritruoverò in Piamonte, e non resterà che non si prenda il temperamento
necessario circa le quistioni della Commenda predetta.
Ma in hora avendo saputo di ciertissima scienza che Mons. di Mantoua,
stante la beneuolenza di la Maiestà Catolicha, vol fare inuestitura contra
li Stati dil Duca di Sauoia & massime dalla banda di l'Astesana, sono in
gran timore per la defensione dè beni, Robbe, & huomini a detta Comenda
spetanti. Ripromettendomi usitar delle dovute cautelle, insterò appo S.E.
Mons. Sangiorgio ove voglia mandar a voi buona guarniggione de soldati che
badino alla predetta defensione, ma stanti le dificultà che potrebbero
sortirne non ho guari speranze che questo avvenghi. Reputo così
necessarissimo qual hora l'Essercito di Mons. di Mantoua si presentasse ad
inuestire Canelli, che alli primi romori di guerra siate soleciti a far
condurre al sicuro entro le Mura li armenti, derate, grani, prouisioni,
vini & asiamenti spettanti alla Sacra Religgione Ierosolimitana. Più sendo
che in le case della Comenda ove di dice alli Airali di Villanoua voi fate
essercire una buona & cospicua Osteria, stimo buona prudenza vogliate
traslar essa Osteria al di dentro del Borgo muragliato, chè se Dio vi
assiste truoverete meglior scampo à perigli, in uno colla possibilità di
sostentare il Popolo, facendo così opra assai meritoria stanti le dificultà
ch'esso Popolo al sicuro andrà a subire né tempi venturi.
Così Iddio vi ajuti e v'accompagna.
Datum FLORENTIAE die octauo Madii MDCXIII.

Filippo Laneri, procuratore dil M.M. Ill. Signor Francesco Luiggi Mazzinghi
Cauagliero Jerosolimitano & Comendator per la Sacra Religgione di
Botigliera & Canelli, alli Essercenti l'Osteria delli Ajrali di Vilanoua.
Io ho recevuto ordini, & dispositioni da Mons. Comendator Ilustrissimo,
qual in relatione dell'incombente Guerra contra li Statti di Monferato vuol
ritirare le Robbe, Massaritie, armenti, prouisioni di la Comenda di San
Giovanni in uno buono e sicuro refuggio entro le mura. Stando che voi fate
Osteria in le case di essa Commenda, & ne siete del paro fitauoli, vi
ricordo come siate tenuti all'Obedienza, e sotomissione alli voleri del
prelibato Signore che io indegnamente rapresento. E sendo che esso Signore
vuol condurre la vostra Osteria in Canelli sì per la defensione d'essa come
per agiutto, e sochorso del Publico qual hora dovesse sortire qualche
darmaggio, e combatto in questi luochi, vogliate esaudire li suoi voleri, &
le dispositioni che con questa vi compartisco.

Primo, pigliate le tauole longhe, e banche dell'Ostaria, e trasportatele
infra le mura di la Vilanoua ove si dice al Portal di Mezo, ricuoprendole
con buona & hidonea coopertura ove il Publico possa stare reparato sì dalla
pioggia come dalla canicola. Et li asiamenti di cucina, foghere & armarii
li farete una buona cabana di boscho con sua porta, e serraglio, oue si
possa far foco, & approntare quelle uiuande, che vi dirò.

Secondo, acopate li quatro porchi grandi che avete in el stabbio, e d'essi
ne farete prouisioni di grascie, & specialmente farete BUONO LARDO IN
SALIMORA D'HERBE ODORIFARE, e SOPERSATTO DI LONZIA, o sii SCHINALE COL PEVERO, & ZENEVRO FINO. Più giontateli li PERSUTTI DI SINGHIALE che Mons. marchese di Canelli deve dare a questa Comenda, & di tutte queste robbe ne
farete taglieri, & li compartirete al Publico, & Auentori.

Terzo dalli Horti di San Gioanni, prima che vengano costì li Monferini a
sachegiarli, pigliate tutta l'ortalia che vi si trouerà, & in special modo
badate di fare COSSETTI SCAVEGGIATI, & MELIZANE o siino POMI SDEGNOSI
BRUSCOLATI E ACCARPIONATI, & SIGOLLETTE IN ADDOBBO GARBO, E DOLCE. E per far queste cose pigliate uno barletto d'aceto da mastro Merlino asilero,
qual sempre ne tiene di soprafino.

Quarto reputo necessario acopar il vedello, che non si può menare a vendere
a nessun patto stanti li pericoli delle strade, e che rischia d'esser
pigliato dall'Inimico se, Dio non uoglia, questo dovesse far l'investitura
della patria nostra. Et la carne grossa vendetela alli beccari, e
retagliatori, ma li cossali e lombi ne farete STUFFA' PERFETTISSIMO IN
ADOBBO DI SIGOLLE, SENEVRA, ANCHIODE, CAPPARI , spetieria dolce, e forte,
e quell'altri sesonamenti che l'arte vostra vi impone. Et esso stuffà lo
compartirete col suo sauor di sopra .

Quinto darete alli Auentori li Casci fatti alla Commenda, non potendosi
quelli portare a vendere pria che arrivi l'Inimico, e racomando dare di
buono FORMAZO DURO CRAVINO, & d'altro FRESCO DI CAPRA, scompagnandoli di que' SAVORI, & MOSTARDE, che si ritruoveran in la vostra Ostaria.

Ultimo sendo stagione dè fichi fiori, pigliate al più presto quelli del
Boieto, e portateli al confisero che vi facia col zucharo BUONA COMPOSTA DI
FICHI, o sii FIGATA, da compagnar secondo il solito colli MOSTAZZOLI
di farina, & Zucharo.

Del VINO ve n'è assai abundanza, e conducetene li carratelli, che si potrà,
ma fateli estimare e bollare dalli Offiziali del Dacito, che Iddio non
voglia se lo piglino li Raspari di Giustizia. E stimo conveniente menar
BARBERA pura e nitida e MOSCATELLO del migliore, che si trouerà.

Per cischeduno auventore li farete pagar lire .000, e vi ricordo che la
mettà d'esse lire saran di spetanza della Sacra Religgion Jerosolimitana
per ragion dè fitti, locationi e decime.


VINI: BARBERA D'ASTI, MOSCATO D'ASTI FORNITI DA GHIONE LUIGI MARIO, REG. SAN GIOVANNI 4, CANELLI.



TAVERNA DI SAN ROCHO
(SITUATA IN PIAZZA SAN LEONARDO)

Alli Magnifici Consiglieri, & Sindici della Co.ità di Canelli.
Prottesta Pietro Paulo Ravaccia retor della Rev.ma Compagnia del
SS.Spririto di San Lionardo, & al presente in questa Guerra comandante, &
locotenente della Militia levata trà li particolari di Vilanoua, che li su
detti soldati di Millitia sono stati levati in Ossequio delli ordini del
molto Ill. Magnifico Colonello Tafini or sono tre settimane, sanza aver
alcun chambio, & riposo delle fatiche loro, e massime sendo li su detti per
la magior parte figlioli di famiglia hor si truovano a non poter lavorare
alle lor case, e beni con grave detrimento dè poueri lor genitori, & in
generale di tutta la Communità, e non lauorando no hanno di che sustentarsi
stanti le gravi ristrettezze incombenti su questa Terra, e circonvicine.
Questo in pregiudicio, & mancamento delli voleri di S.A.S. e del
Gouernator, quali hanno ordinato alle magnicihe Communità douersi pagare
l'homini di Millitia in rasone di Fiorini due, e meggio il giorno, e di
quel pan, vino e pitanza necessarii a sustentarsi. Suplicha il sudetto
P.P.Ravaccia li Sig. Consiglieri & Sindici di voler pigliare qualche buon
temperamento il più presto, che serà possibile, onde sochorere li poueri
Figlioli di Millitia prima che vadano a morir di fame, vanti il
sopragiongimento dell'Inimicho.

Li Consiglieri & Sindici della mag.ca Communità di Canelli,
ateso l'Esposto, e Suplicha di Pedro Paulo Ravaccia comandante la Millitia
di Vilanoua, non ritrouandosi al presente li danari bastevoli a pagar li
soldati, né manco potendosi proueder alli medesimi quelle monitioni da
bocca tanto necessarie stante il gran mancamento di derrate, & viueri,

DELLIBERA
Alli Ostieri & tavernieri di Canelli quali al presente si ritruovano
rinserrati entro il Ricinto muragliato che vogliano far partito d'una
buona, e raggionevole Reffetione da somministrarsi a detta Millitia né
giorni a venire per tutto il tempo che serà necessario, essa refettione di
pan, vino e pitanza non eccedente il costo di fiorini due, e meggio.

ORDINA
altresì li Esattori delle Taglie di essigere da tutti li particolari di
questa terra, e Finaggio, il pagamento del Rollo della Militia stanti li
voleri di S.A.S. e di Mons. Gouernatore, in ragione di Fiorini 4 per lira
di Registro, et di astringere li renitenti colli Delegati di Giustizia e la pena del scuto d'oro.

DELLIBERATIONE SOVRA IL BANDO
& accensatione della REFETTIONE DELLE MILITIE DI VILANOVA

Io Filippo Laneri, notaro & segretaro della Mag.ca Coità di Canelli,
hauendo havuto espresso mandato di proceder al incantamento della
REFETTIONE DELLE MILLITIE di Vilanoua quali al presente non hanno di che
magnare, & sostentarsi, mi sono portato sovra la piazza del Borgo di questa
Coi.tà, dalla solita fenestra della Casa, & Tribunalle di questa Coità, e
dato lettura ad alta voce, e tamburro strepitante, del bando sovrascritto,
ho fato l'incantamento alla terza candella, e dopo la combustione d'essa il
meglior partito è stato fatto da Rocho Cagno tauernero all'insegna di San
Rocho in Vilanoua, qual tauernero sotoscrive qule che segue.

Mi Rocho Cagno tauernero all'insegna di San Rocho in Vilanoua facio partito
di star pronto a soministrar alli soldati di la Militia né giorni a venire
quelle viuande, & refettioni secondo questa menuta

PRIMO SCHIDIONATE DI CARNE DI CRAVA VECHIA stante che li porchi e bocini
sono stati tuti acopati in causa del gran mancamento di viveri, e carni,
però esse schidionate li farò BONISSIME, & SAPORITE, & OTTIME

ALL'APPETITO DE' SOLDATI

SECONDO UNO BUON SALCIZZOTTO O SII CERVELA' COTTO SULLA BRASIA

TERZIO LARDO IN SALIMORA D'HERBE COMPAGNATO DI PANE BRUSCHOLATO

QUARTO LA FIGATA o sii composta di fighi bianchi, amandole & mostazzoli

ULTIMO, VINO E PAN BIANCHO in proportione di fame, e sete dè soldati.

E tutto quanto facio partito darlo a ff. 2, e vinticingue per caduno, &
hautorizzatione di slargar li miei tauoli sovra il piazzal, o sii
sagrato di Santo Lionardo per commodità della Tropa aquartierata poco distante, &
ancho di permissione di quelle robbe poterle dare, e vendere ancho la
Publicho, & Aventori che le vorranno.

ET ESSO PUBLICHO & AVENTORI SEDENDOSI ALLI MIEI TAUOLI

& MAGNANDO LE ROBBE
DELLA SOPRASCRITTA MENUTA DI REFETTIONE PAGHERA'
FIORINI 3 PER CADUNO,
CHE SON lire 15.000 D'ITAGLIA

E CHI VORRA' MAGNAR LE SOLE SCHIDIONATE DI CRAVA VECHIA, & MAGNARLE OVE PIU’ LI PIACERA', CON PAN, & VINO UN BICHIERO

PAGHERA' FIORNI 1, CHE SON lire 5.000

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